Eu & me

Strasburgo, 5 – 9 maggio 2019.

Se l’amore non so darlo

se non ne so parlare

(The Zen circus)

Nel bel mezzo dell’Europa, nel bel mezzo dell’Unione europea.

Il 5 maggio 2019 sull’Appennino ha nevicato, come non succedeva dal 1957. Siamo partiti bagnati, infreddoliti, per un viaggio di notte verso il centro dell’Europa.

Una notte accampati su un pullman o in stazione e la notte successiva in albergo a quattro stelle.

In due. In mezzo all’Europa.

Nella cattedrale di Strasburgo vi è il grande Orologio astronomico, progettato e costruito a più riprese secoli per sapere precisamente, ogni secondo dei secoli a venire, dove e quando siamo nell’Universo. Genio, Fede e meccanica unite per dare una risposta alla stessa domanda.

Quello che mi piace delle cattedrali è che mi fanno pensare al bello che sappiamo fare. Insieme. Uniti. Le guardi e pensi che sono state delle persone a farlo. E questo ti fa stare bene.

A suo modo anche il Parlamento Europeo dà questa sensazione. La visita consiste nel ricevere un’audioguida e semplicemente venire accompagnati nell’Emiciclo dove il parlamento si riunisce.

Semplicemente, essere europei. Essere parte di qualcosa. Qualcosa che vale la pena difendere, contro le divisioni, le risposte facili, contro tutto ciò che ci porta ad avere paura l’uno dell’altro.

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