Angeli accaduti

Piccola deviazione sulla strada di casa. Una grande e scura croce osserva le vallate qualche paese più a monte, e oggi le ultime foglie che cadono invitano ad una Via Crucis improvvisata.

Lalatta del Cardinale deve il proprio nome al Beato Cardinal Andrea Ferrari che qui è cresciuto fanciullo. Ogni cosa in paese ispira beatitudine e ascesa al cielo,

le bianche Maestà, le vetrate chiuse della chiesa, le rare crepe sui muri,

l’acqua fresca della fontanella in piazza.

Dicono che il mondo si muove sulle sfumature di grigio tra il Bene e il Male, sulla linea di confine tra il nero e il bianco, lo Yin e lo Yang che si abbracciano e si contaminano,

e forse lo stesso si può dire della nostra anima.

Errare è credere nel Bianco e nel Nero, e che una linea sia solo una linea sulla quale c’è spazio per camminare da soli

o al limite per un tango a due.

È nel contrasto che si muovono le grosse nuvole di novembre e il lieve cadere delle foglie infuocate.

Il loro accadere è nell’attimo che separa l’ascesa dalla caduta.

Errare è muoversi lungo la linea. Come messaggeri che annunciano verità a domande mai fatte.

Tipo che ci sono beatitudini che era meglio non conoscere.

Dongiovanni, il tuo cuore è un abisso.

E il Paradiso è sempre perduto.

Per oggi il grigio lo lasciamo alle nuvole che promettono prima neve.

Parlando di bianco e nero. C’è una tavola del fumetto “Il Corvo” di James O’Barr che mi torna in mente ogni volta che mi addentro in velleità religiose. Uno dei cattivi della storia, un drogato biondo e bello come un angelo, prima di morire di overdose ha tracciato col proprio sangue sul muro

“I know why Jesus wept, motherfucker”.

Io lo so perché Gesù piangeva.

La cosa più cristiana che abbia mai letto.

E la Resurrezione era solo uno spin-off.

Tre cani ad un cancello iniziano ad abbaiare, un Cerbero peloso che fa più tenerezza che timore.

Dall’altro lato della piazza una signora apre l’uscio, circospetta, un guardiano del Paradiso in scossale a fiori.

Mi chiede, dandomi del lei, se son del paese appena sotto lungo la strada comunale.

– Signora, sono un angelo errante, abito il sottile bordo del Creato. È solo che non ho ancora scelto da quale parte cadere.

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